VI INVITO AL VIAGGIO…
Da sempre, la coscienza che abbiamo della realtà visibile è una lieve esperienza di tanti piccoli frammenti, che si radicano nella nostra memoria e che, inspiegabilmente, ad un tratto, si riaffacciano nel presente sotto una nuova veste. Ecco allora che delle semplici fragole mi riportano alla mia giovinezza, o delle zucche alle atmosfere delle nostre campagne assolate...tutto ritorna, si rimescola e i significati si fanno molteplici e prendono consistenza. Si viene così a creare una dimensione di “Viaggio Immobile” dove fare nuova esperienza di queste cose. Chi mi conduce attraverso questo viaggio è la Luce, che ne diviene protagonista: una Luce calda, tagliata, radente...che disegna sugli oggetti nuove forme e colori inaspettati e mi commuove profondamente; aprendomi il cuore e l’anima a infinite riflessioni. Questo è un viaggio di colori, di forme e di Luce senza la quale tutto scompare e perde interesse, volume e materia. Un viaggio del quotidiano, del cibo che consumiamo ma che prima di ciò racchiude in sè un mondo unico sul quale soffermarsi a  riflettere. Scriveva Calvino nelle "Lezioni Americane": “…ogni minimo oggetto è visto come il centro d'una rete di relazioni che lo scrittore non sa trattenersi dal seguire, moltiplicando i dettagli in modo che le sue descrizioni e divagazioni diventano infinite...”. Lo stesso sento per la mia pittura, nella quale il dipinto diviene una superficie sospesa sulla quale le forme si soffermano, andando ad intrecciare fra loro nuovi e silenziosi dialoghi, talvolta inaspettati nei contenuti quanto nei significati, e l’apparente precarietà della costruzione è in realtà una decostruzione, dissolta negli elementi della natura.
Giulia Riva

 
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Riallacciandosi ad una  tradizione tanto italiana quanto nordica che dal Seicento giunge fino al Novecento (per il quale basti il nome di Gregorio Sciltian), vari autori si son provati - ancora lungo gli anni ‘80-90 appena trascorsi, in una stagione epigona dell’iperrealismo - sul soggetto della Natura morta, Stilleben, Still Life, cercando la luce intima al frutto stesso, con alterni esiti tecnici e suggestivi.

Oggi, alla distanza di una ulteriore generazione, le proposte pittoriche di Giulia Riva, perseguite a lato del lavoro di grafico esperto, ci giungono in luci di cristallo sorgendo dalla magnifcenza del nero, lungo pazienti ore di pittura, non digitale, spese sul crinale sottile tra sapore della bellezza ed eleganza della metafora.
Alberto Crespi

 
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